Modugno
| Modugno | |
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| Stato: | |
| Regione: | |
| Provincia: | |
| Coordinate: | Latitudine: 41° 5′ 0′′ N Longitudine: 16° 47′ 0′′ E |
| Altitudine: | 76 m.s.l.m. |
| Superficie | 31.9 km² |
| Abitanti: | 36.617 (agg. 31-12-05) |
| Densita': | 1165 ab./km² |
| Comuni contigui: | Bari, Bitetto, Bitonto, Bitritto |
| CAP: | 70026 |
| Pref. tel: | 080 |
| Codice ISTAT: | 072027 |
| Codice catasto: | F262 |
| Nome abitanti: | Modugnesi |
| Santo Patrono | San Nicola da Tolentino |
| Giorno festivo: | 24 Settembre |
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Modugno è un comune di 36.617 abitanti della provincia di Bari, che sorge ai margini sudoccidentali del capoluogo. A vocazione agricola fino agli anni Sessanta, con la costruzione della zona industriale di
Bari nella zona nord del territorio modugnese, ha conosciuto un rapido sviluppo economico e demografico. Importante centro agricolo, industriale e commerciale, la città mantiene viva la lunga tradizione d'artigianato.
Geografia
Modugno è situata nell'immediato entroterra barese, nel territorio detto anche conca di Bari. La città sorge pochi chilometri a sud-ovest del capoluogo pugliese. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante ma caratterizzato da una continua e leggera pendenza in ascesa verso la
Murgia. Molto interessante è il fenomeno carsico delle lame.
Storia
La storia di Modugno ha origine in tempi remoti in quanto il territorio comunale è stato abitato sin dalla Preistoria. La città, fondata probabilmente nell’Alto Medioevo, in periodo bizantino, subì le dominazioni normanna e sveva sotto le quali il Sud Italia conobbe un periodo di sviluppo.
Modugno faceva parte del feudo concesso agli arcivescovi di Bari. Venne parzialmente distrutta e poi ricostruita nel periodo angioino. Nella seconda metà del XIV secolo era un feudo sotto i re aragonesi i quali concessero la città di Modugno, con Palo del Colle e Bari, agli Sforza. Durante il periodo in cui era
ducato sforzesco (e in particolar modo durante il governo di Isabella d'Aragona e Bona Sforza), Modugno visse uno dei periodi di suo massimo splendore. Dopo di che si ebbe una rapida decadenza dovuta alla dominazione spagnola durante la quale, tuttavia, la città seppe dimostrare il proprio orgoglio affrancandosi
dal giogo feudale tramite il pagamento di un riscatto. La situazione di crisi continuò anche durante le successive dominazioni austriaca e spagnola. La Rivoluzione Francese fece sentire i propri effetti anche nel Sud Italia e Modugno venne assediata da un’orda di sanfedisti. Per un decennio, si instaurò
un governo filonapoleonico, dopo di che venne restaurato il regno borbonico che rimase in piedi sino all’Unità d'Italia.
Etimologia del nome
Il primo documento dove si trova il nome di Modugno risale al maggio 1021. Si tratta di un contratto con il quale un tale Traccoguda "de loco Medunio dava in prestito otto soldi a Giovanni e Mele di
Bitetto, ricevendo in pegno una vigna che si trovava "in ipso loco Medunio".
L'ipotesi maggiormente accreditata sull'origine del nome "Modugno" è quella che lo farebbe derivare da "Medunium", ovvero "in medio", a metà strada tra
Bari e Bitonto. Nella centuriazione (divisione dell'agro) romana, il primo nucleo di Modugno doveva, infatti, trovarsi al confine tra l' ager bitontinus e l' ager varinus. Un'altra ipotesi sull'etimologia del termine Modugno, è legata al nome della piccola altura dove sorse il primo borgo modugnese:
la motta. In questo caso "Metu-genus" o "Mottu-genus" significherebbe "sorto sulla motta". Esiste ancora un'altra ipotesi, ma ritenuta poco affidabile, secondo la quale il nome di Modugno deriverebbe dalla città greca di Medon o da quella di Modon: i colonizzatori greci usavano dare il nome delle proprie città di origine alle nuove colonie. Ma ciò presupporrebbe che l'origine di Modugno sia di molto precedente a quella che si ritiene comunemente.
Demografia
Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Popolazione
Nel XIII secolo, sotto la dominazione angioina, è possibile ricavare dai documenti dell'epoca un'indicazione sulla popolazione modugnese. In un dato del
1276 Modugno è registrata per un'oncia corrispondente a quattro fuochi (nuclei familiari). Pure includendo le autorità civili, militari ed ecclesiastiche, non
incluse in questo conto a fini fiscali, è facile notare come la popolazione modugnese dell'epoca era piuttosto esigua.
Durante il periodo del ducato di Bona Sforza, Modugno visse un periodo particolarmente fiorente che si accompagnò ad una forte crescita demografica.
Nel 1595 la popolazione superò i 1400 fuochi e nella città fecero il loro ingresso nuove famiglie che avrebbero ricoperto ruoli di prestigio e avrebbero
deciso le sorti economiche e politiche modugnesi.
Sotto la dominazione spagnola nel Regno di Napoli iniziò un periodo di declino che si manifestò anche con la riduzione della popolazione: dai 10.000
abitanti che alcune fonti contano sul finire delXVI secolo, si arriva ai circa 5.000 della fine del XVIII secolo.
Con lo sviluppo della zona industriale, negli ultimi decenni, la popolazione di Modugno è aumentata notevolmente triplicandosi daglianni Sessanta agli anni
Novanta . Una larga fetta della popolazione modugnese (più di 5000 persone) risiede in contrada Santa Cecilia, nel centro residenziale C.E.P., contigua
alquartiere San Paolo di Bari.
Si registra una forte presenza di cittadini immigrati da paesi extracomunitari: i cittadini stranieri presenti sul territorio comunale sono
praticamente raddoppiati in soli due anni passando dai 380 individui nel2002 ai 680 nel 2004. Essi rappresentano il 2% della popolazione modugnese. Le etnie
maggiormente presenti sono quella albanese (218 unità), cinese (132 unità), indianasenegalese (95 unità). Inoltre, sono presenti 93 cittadini provenienti
da altri stati dell'Unione Europea. (117 unità) e senegalese (95 unità). Inoltre, sono presenti 93 cittadini provenienti da altri stati dell'Unione Europea.
Brevi note sul vernacolo modugnese
A Modugno, nel passato, esistevano due dialetti:
- quello “du soine e naune”, più accentuato, più duro, usato da “le zappatéure” (contadini);
- quello “du sine e none”, meno forte, meno accentuato, usato dalle classi signorili e dagli artigiani.
Osserviamo nei due dialetti alcune espressioni:
- Joie e téue (io e tu); ji e tu.
- U zappataure se jalze subete la matoine (il contadino si alza presto al mattino); U zappatore se jalze subete la matine.
I gruppi di vocali che caratterizzano il dialetto “du soine e naune”, rendendolo più forte, sono eu, oi, au.
Le vocali del dialetto modugnese sono cinque: a e i o u. Ma, in particolare della vocale e bisogna sottolineare che può essere:
- Aperta, se ha l’accento grave, come in fèmmene (donna), cannèdde (canna);
- Chiusa, se ha l’accento acuto, come in tembéste (tempesta), zéppe (zoppo);
- Semimuta, se non è accentata, e quindi non si pronunzia o si sente appena, come in mamme (mamma), besciarde (bugiardo). Essa ha la funzione di formare la sillaba.
Esiste poi una semiconsonante, la lettera j, che ha vari usi: in principio di parola, come jidde (lui), jatte (gatto); tra due vocali, come moje (adesso), mangiaje (cibo); nei suoni liquidi –glje -cchje -gghje, come battagjie (battaglia), jacchje (trovi), pagghje (paglia).
Si può incontrare, infine, la lettera K come variante del c duro e del ch, come in kapeche (scelgo), kièche (piega).
Monumenti di interesse storico-artistico
Santuario di Santa Maria della Grotta
Il santuario di Santa Maria della Grotta sorge sul ciglio della lama Lamasinata, a tre chilometri da Modugno, sulla strada provinciale per Carbonara
di Bari. Caratteristico è il viale fiorito che conduce al santuario. Dalle terrazze del santuario si domina una bella fetta di territorio dove si possono
vedere cipressi, salici ed eucalipti; alle spalle del santuario sorge una pineta. Molto particolare è il campanile che ha una base molto possente, che
ricorda quasi una torre a scopo militare, sulla quale si erge un torrino con merlature e colonnine in netto contrasto con la parte sottostante.
Non si conosce con precisione la data dell’insediamento religioso, ma le sue origini sono molto antiche: nel VIII secolo era una chiesa rupestre,
chiamata Santa Maria in Gryptam, che diede rifugio ai monaci basiliani che sfuggivano alle repressioni iconoclastiche. Sembra che su questo insediamento
sia sorta nel XI secolo un’abbazia benedettina. Grazie alla sua posizione, nel Medioevo è stata meta di pellegrinaggi e punto di transito per Crociati che si
dirigevano verso la Terrasanta o di ritorno da essa: dal 1139 l’abbazia ospitò fino alla sua morte nel 1155, San Corrado di Baviera. Nel 1313 Roberto
d’Angiò soppresse il convento per motivi politici. Escluso qualche breve periodo, da allora in poi il culto venne progressivamente abbandonato e
nelXIX secolo il complesso venne acquisito da Luigi Loiacono che lo trasformò in una villa per la sua famiglia.
Nel XX secolo l'insediamento fu abbandonato al degrado fino al 1974 quando i Padri Rogazionisti diedero il via ad una serie di restauri che hanno riportato
il santuario all'antico culto di Maria. Durante i restauri sono venute alla luce una serie di testimonianze del culto anticamente praticato in questi luoghi come
la grotta dove visse San Corrado, un frammento dimosaico, degli affreschi e una statuetta in pietra calcarea raffigurante la Pietà.
Il santuario è meta, per i modugnesi, della tradizionale gita fuori porta in occasione di Pasquetta.
Balsignano
Nel territorio di Modugno, a sud-est in direzione di Bitritto, a poca distanza dal centro abitato si trova il Casale fortificato di Balsignano, le cui
prime notizie storiche sono datate 962: in un documento viene nominato un castrum in "loco basiliano". Il nome potrebbe derivare dai monaci
seguaci di san Basilio che si sarebbero insediati nelle vicinanze. Nel 988 fu distrutto dai Saraceni durante le loro azioni in Terra di Bari. Venne subito
ricostruito e, nel 1092, donato all'abbazia benedettina di Aversa; dal XIII secolo fu posseduto da diversi feudatari. Nel 1349 fu teatro di uno scontro fra
esercito filoangiono e quello filoungherese, nel quadro degli scontri per la successione al Regno di Napoli. Nel 1526 venne distrutto durante lo scontro tra
francesi e spagnoli che combattevano per il possesso dell'Italia meridionale.
Attualmente il Casale fortificato di Balsignano è soggetto ad una serie di restauri promossi dal comune di Modugno e dall'Associazione Nuovi Orientamenti.
Si conserva la struttura perimetrale realizzata a secco, una costruzione a due livelli con due torri a base rettangolare, la corte con la chiesa di Santa Maria
di Costantinopoli e, all'esterno, la chiesa di San Felice in Balsignano.
La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli risale al XIV secolo ed è formata da due costruzioni affiancate di base rettangolare, con volta a botte ogivale.
Sono presenti degli affreschi di scuola senese molto deteriorati. La chiesa di San Felice (erroneamente attribuita in passato a san Pietro) costituisce un
meraviglioso esempio dell'arte romanico-pugliese dell'XI secolo. Fonde elementi architettonici d'oltralpe, bizantini ed arabi: ha pianta a croce e cupola a
tamburo ottagonale.
Presso il Casale di Balsignano, negli anni Novanta, in seguito agli scavi archeologici finanziati dall'Amministazione Comunale, sono stati rinvenuti
10.000 reperti che mostrano l'esistenza di un insediamento neolitico del VI-V millennio a.C.; il sito archeologico, che si estende per circa due ettari, è
considerato il più antico della Bassa Murgia.
Chiesa Maria Santissima Annunziata
La chiesa Maria Santissima Annunziata, fondata intorno all’anno Mille, è la chiesa madre di Modugno, ma in origine il titolo era attribuito alla Chiesa
di Santa Maria di Modugno. Nell'XI secolo viene citata come sede vescovile, ma il secolo successivo viene ridotta alle dipendenze degli arcivescovi di Bari,
feudatari di Modugno. Fu restaurata nel 1347 dall'arcivescovo Bartolomeo Carafa e nel 1518 a spese del Capitolo di Modugno con il contributo della regina Bona
Sforza.
La sua struttura odierna risale al 1626 quando finirono i lavori che seguirono il progetto dell'architetto Bartolomeo Amendola di Monopoli. La
copertura del tetto venne ultimata nel 1698 e il campanile è del 1615. Nel 1642 è stato aggiunto un cappellone laterale. La struttura seicentesca a navata
unica, lunga 45 metri e larga 14, inglobava la precedente chiesa a tre navate.
Ilcampanile è in stile romanico-pugliese, come quello che caratterizza la cattedrale di Bari e di Palo del Colle . È alto più di 60 metri ed è
impreziosito da bifore, trifore e quadriforme. La facciata, in stile tardo rinascimentale, è preceduta da un ampiosagrato ed è realizzata in pietra
calcarea. Di importante valore artistico è il portale con architrave riccamente decorato e con due colonne corinzie sormontate dalle sculture a tutto tondo
della Vergine Maria inginocchiata e dell'arcangelo Gabriele. Il portale è sormontato da un bassorilievo che rappresenta lo Spirito Santo sotto forma di
colomba. Il cappellone e il presbiterio sono sormontate da cupole ottagonali con lanterna finale. All'interno sono presenti sette altari laterali, due di legno e
gli altri di marmo; un tempo erano dedicati alle famiglie nobili modugnesi e fungevano da sepolcri gentilizi come è intuibile dagli stemmi familiari che li
sormontano. Il presbiterio è separato dalla navata da una balaustra di marmo intarsiato.
Le decorazioni degli interni sono state affidate a diversi artisti esponenti del barocco napoletano del Seicento. Le famiglie modugnesi furono
particolarmente generose nelle commissioni: i quadri sono di Carlo Rosa, Nicola Gliri di Bitonto si occupò del Cappellone e Domenico Scura di Modugno dipinse
il magnifico soffitto ligneo che sovrasta la navata. Particolarmente armonici risultano, nell'insieme, tutte le decorazioni nell'interno della Chiesa. È
considerato un capolavoro la tavola diBartolomeo Vivarini, del 1472, raffigurante l'Annunziata. Nel 2002 è tornata nella Chiesa dopo circa 60 anni
d'assenza. La chiesa Matrice di Modugno conserva anche tele provenienti dalla chiesa delle Monacelle, fra cui quelle di Gaspar Hovic, di Giuseppe e Nicola
Porta della scuola di Corrado Giaquinto (XVIII secolo).
L'"Annunciazione" di Bartolomeo Vivarini
La pala d'altare dipinta dall'artista veneziano Bartolomeo Vivarini è uno degli elementi pittorici di maggior interesse storico-artistico di Modugno.
L'opera risale al 1472 ed era originariamente la parte centrale di un polittico.
Nel XIII e nel XIV secolo la Repubblica marinara di Venezia aveva stretti rapporti commerciali con molte città costiere pugliesi, influenzandone la
politica ma anche il gusto artistico delle classi più agiate: ciò spiega la commissione di tale lavoro all'artista muranese da parte del clero modugnese.
In principio, la pala lignea era collocata nel catino absidale della chiesa Maria SS.ma Annunziata. Vi rimase fino al 1929 quando l'arciprete Francesco Bux
ne autorizzò il trasferimento momentaneo nella Pinacoteca provinciale di Bari; vi rimase fino al2002 quando tornò nella sua attuale collocazione in una teca
protettiva nei pressi dell'altare.
Di particolare interesse è la prospettiva della stanza in cui si svolge la scena dell'Annunciazione. Notevole attenzione meritano i particolari dell'opera:
una finestra che lascia spaziare lo sguardo sino alle montagne sullo sfondo, il giglio tenuto nelle mani dell'angelo de il breviario in quelle della vergine, il
vaso e il cuscino che si intravede dietro la tenda. L'uso di colori morbidi e sfumati, abbinati ai contorni ben definiti delle figure comunicano un senso di
serenità.
Piazza Sedile
La Piazza Sedile è situata ad est del centro storico e trae il proprio nome dal "Seggio dei Nobili", luogo in cui l'aristocrazia modugnese eleggeva i propri rappresentanti e prendeva le proprie decisioni per l'indirizzo politico della comunità. Infatti, la piazza è di origine Settecentesca, fortemente voluta da quelle famiglie trasferitesi a Modugno quando era ducato sforzesco, soprattutto dal Ducato di Milano, e che volevano mostrare il loro potere e la loro ricchezza frutto dei commerci. Il palazzo, forse, più
rappresentativo della piazza è la Sala del Sedile dei Nobili, frutto di un restauro Settecentesco che aggiunse alla fabbrica preesistente la torre
dell'orologio caratterizzato da merlatura alla guelfa e sormontato da un’elegante struttura in ferro battuto che contiene due campane: una che segna
lo scandire del tempo, l'altra che avvisava i nobili dell'inizio delle assemblee. L'orologio funziona grazie a un sistema di caricamento a contrappesi.
Il recente restauro del 2005 ha mostrato il profilo dell'originale portale del Seicento. L'emblema comunale del cardo selvatico è presente sulla facciata, sia
nella parte superiore alla finestra che sormonta l'architrave, sia nella ringhiera di ferro battuto, a voler sottolineare il ruolo istituzionale che il
palazzo aveva. Dal 1998 è sede della Pro Loco. Nel lato opposto della piazza si può vedere il Palazzo Scarli, datato 1601, al cui facciata è impreziosita da
un'elegante balaustra. Il Palazzo fu fatto costruire dalla famiglia Scarli, trasferitasi a Modugno da Novara nella prima metà del XVI secolo.
Sino all'abbattimento delle mura cittadine nel 1821, la Piazza era chiamata Largo Purgatorio, dal nome dell'omonima chiesa presente al culmine della piazza.
La successiva creazione della strada consolare Bari-Altamura (oggi via Roma e Corso Vittorio Emanuele) definì i limiti attuali della piazza che venne
sistemata tra il1863 e il 1879. La Chiesa di Santa Maria del Suffragio (o del Purgatorio) fu costruita dal 1639 al 1766. Il sagrato è sopraelevo costituisce
la cima di una cisterna pubblica sistemata nel 1860 . Un portico in pietra levigata di stile neoclassico precede la facciata in tufo. La parte destra della
chiesa è collegata alle abitazioni vicine tramite archi, sulla parte sinistra sono presenti cinque monofore e un ingresso secondario, sormontato da un
bassorilievo. L'interno, a navata unica, conserva un pavimento maiolicato del1720 , una cantoria seicentesca in legno dorato e intarsiato, impreziosita
dalla tela della Madonna del Suffragio e da due piccoli organi simmetrici del Settecento. Ci sono sue altari laterali con statue lignee e un pulpito di legno
dorato e intarsiato. Si contano ben 46 dipinti appartenenti alla scuola napoletana seicentesca, una trentina dei quali sono attribuiti al bitontino Carlo Rosa. La Chiesa viene comunemente detta del Purgatorio dalla confraternita che vi opera, fondata nel1632 dall'arcivescovo Ascanio Gesualdo e insediata
nella chiesa dal 1651. Nel 1877 venne rifondata, col regio consenso, trasformandosi in Opera Pia dedita al sostentamento e all'educazione di povere
ragazze orfane.
I palazzi Ottocenteschi che circondano la Piazza sono in armonica con le strutture del secolo precedente. Palazzo Crispo, realizzato tra la fine del
XVIII e l'inizio del XIX secolo seguendo il progetto del bitontino Vincenzo Castellucci, segue uno stile tardo neoclassico. Interessanti sono il coronamento della facciata con traforo floreale e il torrino con merlaturaalla ghibellina in
evidente contrasto con quella della torre dell'orologio: il generale sardo Alberto Crispo, voleva simboleggiare la rottura trai Savoia e lo Stato della
Chiesa . Gli interni del palazzo conservano la struttura, gli affreschi con motivi vegetali e animali mitologici, e gli arredamenti originari. La famiglia
Crispo abita il palazzo ancora oggi. Sul lato opposto della piazza c'è l'ottocentescoPalazzo Zanchi-Giampaolo, in stile neoclassico, del quale non si hanno notizie storiche
approfondite.
Piazza Sedile, continua ad avere ancora oggi un'importanza fondamentale nella vita della comunità modugnese, qui hanno sede diversi circoli ricreativi
cittadini e molte manifestazioni culturali si svolgono proprio nella piazza principale.




